Storia

Il Torneo Avvenire nasce nel 1965 su iniziativa di alcuni soci del Tennis Club Ambrosiano, desiderosi di lanciare una gara giovanile avendo come parola ispiratrice proprio “avvenire”, a sottolineare l’implicita ricerca di futuri talenti tennistici. Le prime quattro edizioni sono riservate solamente ai giocatori italiani, in cui si trovano due nomi che avrebbero in seguito segnato la storia del tennis italiano: Adriano Panatta e Corrado Barazzutti. Il primo esce sconfitto in finale nel 1965 da Broggi, vincendo però il doppio in coppia con Matteoli, il secondo invece trionfa nel 1968, battendo in finale Elvio Fesce.

Nel 1969 il torneo diventa internazionale, allargando la partecipazione ai giocatori stranieri ed avvicinandosi pian piano ad essere un appuntamento decisivo nella carriera di molti tennisti. La tedesca Linda Portcheller è la prima non italiana ad aggiudicarsi l’Avvenire, in campo maschile è invece l’anno successivo lo spagnolo Javier Soler, che arriverà a giocare la Coppa Davis per la propria nazione.

Il 1971 è forse da considerarsi il momento più importante del giovane Torneo Avvenire, grazie alla presenza e alle vittorie di uno svedese che resterà per sempre nella memoria degli appassionati: Bjorn Borg. Il ragazzo nato vicino a Stoccolma impressiona il pubblico milanese per la facilità con cui liquida gli avversari, perdendo pochissimi giochi lungo tutto il torneo. Singolare, doppio e doppio misto sono tutti suoi, facendo presagire una carriera più che brillante. Il giornalista Ettore Ferreri, sulle pagine della rivista “Match Ball”, definisce lo svedese una macchina lancia palle, lodando contemporaneamente l’organizzazione del torneo, definito un “piccolo Wimbledon”.

Nel 1976 è invece Ivan Lendl a vincere, battendo in finale l’italiano Fabrizio Murgia; il cecoslovacco si presenta a Milano magro come un chiodo e con pochissima attrezzatura, sono addirittura i soci a dover provvedere affinché Ivan abbia qualche maglia di ricambio!

Un anno prima era stato il francese Yannick Noah ad attirare l’attenzione degli appassionati, grazie alla vittoria in doppio.

Altri due svedesi si mettono in luce a cavallo tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli 80, a testimoniare la vivacità della scuola scandinava. È Mats Wilander a vincere nel 1979, mentre Stefan Edberg ci riesce nel 1982, dopo aver perso la finale l’anno precedente, battuto da un australiano che diventerà grande protagonista tra i professionisti: Pat Cash.

Tra le ragazze da segnalare il successo di Hana Mandlikova nel 1977, periodo in cui le giocatrici della ex Cecoslovacchia dominano incontrastate.

Negli anni 80 l’Avvenire diventa sempre più importante, grazie alla partecipazione di australiani, statunitensi e sudamericani: il futuro del tennis passa dai campi di Via Feltre.

Nel 1984 è l’argentino Guillermo Perez Roldan a scrivere il proprio nome sull’albo d’oro, unico giocatore a vincere il torneo due volte, grazie al trionfo l’anno successivo sul connazionale Franco Davin. Due successi italiani in campo femminile in quel periodo, con Federica Bonsignori nel 1983 e Laura Lapi nel 1986.

Nel 1987 Conchita Martinez è la prima spagnola a vincere il torneo femminile, fra i maschi invece è Goran Ivanisevic, che mette in mostra tutto il suo repertorio nella finale con lo svedese Nicklas Kulti, definito a torto il nuovo Bjorn Borg. L’anno successivo è la dodicenne di origini italiane Jennifer Capriati a meravigliare, facendo intuire la possibilità di una carriera di altissimo livello.

Nel 1992 arriva all’Avvenire una bambina svizzera accompagnata dalla mamma, che sbaraglia tutte le avversaria con irridente facilità: Martina Hingis. A undici anni e otto mesi diventa la più giovane vincitrice della storia del torneo, battendo in finale l’italiana Sara Ventura, che ritroverà nell’ultimo atto del Trofeo Bonfiglio. L’italiana Alice Canepa vince l’edizione del 1994, mentre dal 1997 al 1999 sono tre argentine a trionfare: Clarisa Fernandez, Maria Salerni e Gisela Dulko.

Tre sono i finalisti italiani negli anni 90 per un successo che mancherà fino al 2012, almeno in campo maschile. Nel 1990 ci prova Massimo Calvelli, sconfitto dal francese Kischkewitz, nel 1998 Alessandro Piccari, battuto dall’argentino Pastorino. Il 1995 è invece l’anno di Federico Luzzi, che gioca un formidabile torneo, in cui sconfigge in semifinale il cileno Fernando Gonzalez, prima di cedere al francese Arnaud Di Pasquale. Purtroppo Federico ci ha lasciato a soli 28 anni, nella memoria dei soci del Tca, rimarrà sempre impressa la simpatia di un ragazzo pieno di vita, e tanti spettacolari punti con Gonzalez sul campo 3 gremito all’inverosimile per seguire il giovane tennista toscano.

Nel 1996 il georgiano Irakli Labdze sconfigge in finale lo spagnolo Juan Carlo Ferrero, con Marat Safin che arriva fino ai quarti, ma quasi nessuno si accorge della presenza di Roger Federer eliminato al primo turno da Guillermo Coria, con un punteggio molto severo: 61 62; l’argentino vincerà il torneo l’anno dopo.

Ancora protagoniste le ragazze italiane nel 1997, con il doppio Pennetta Vinci, mentre per un successo in singolare bisognerà aspettare il 2005 con Corinna Dentoni.

Gli anni 2000 sono caratterizzati dalla presenza anche dei giocatori asiatici; è la cinese Peng a portare il primo trofeo in oriente, con la vittoria del 2000 su Maria Sharapova. L’indonesiana Damayanti nel 2004 conferma che il tennis non ha più confini nemmeno a livello giovanile.

Tra i ragazzi il 2002 è l’anno di Gael Monfils, con Novak Djokovic sconfitto nei quarti di finale; mentre nel 2003 Juan Martin Del Potro supera in finale Marin Cilic, dopo aver battuto nei quarti 76 al terzo set Fabio Fognini, prima testa di serie. Nel 2006 Davide Della Tommasina tenta di sfatare il tabù che impedisce agli italiani di vincere dal 1969; purtroppo non riesce nell’impresa, in finale l’argentino Pella non gli da scampo.

Claudia Giovine e Sara Eccel raggiungono la finale rispettivamente nel 2006 e 2009, superate da Polona Hercog e Agnes Bukta.

Nel 2010 lo spagnolo Eduardo Esteve Lobato vince il torneo partendo dalle qualificazioni, mentre l’anno successivo è il turno del connazionale Albert Alcaraz Ivorra che batte in finale Borna Coric. Tra le ragazze primo successo per la Bolivia con Maria Ines Deheza nel 2010, e la Lettonia nel 2011 con Jelena Ostapenko.

Nel 2012 finalmente dopo 43 anni un italiano vince il singolare maschile del Torneo Avvenire: Filippo Baldi scrive il proprio nome sull’albo d’oro, battendo in finale in due set l’argentino Lautaro Pane. Tra le ragazze è la bielorussa Irina Shymanovich a vincere, superando l’ungherese Anna Bondar.

Nel 2013 un altro giovane italiano riesce a trionfare: Andrea Pellegrino batte in finale l’argentino Capalbo, mentre nel 2014 per la prima volta è un coreano, Chan Yeong Oh, a conquistare la coppa. Tra le ragazze le ultime vincitrici sono state l’interessante russa Zhuk e la spagnola Payola.

50 anni di storia del tennis condensati in un grande torneo, dove quasi tutti i migliori junior al mondo si sono incontrati. D’altronde è stato il grande Rino Tommasi a dare la più bella definizione dell’Avvenire: “Il torneo che non sbaglia mai un pronostico!”.